"Chi viaggia senza incontrare “l’altro”, non viaggia, si sposta”.
Alexandra David Neel

Lido di Venezia, a piedi dalle bocche di porte ai Murazzi, nei luoghi di Byron e Mann

nordic walking spiaggiaSolo a piedi si scoprono gli anfratti del Lido di Venezia, lembo di terra lungo 12 km fra la laguna e il Mar Adriatico, una palestra a cielo aperto con oltre dieci chilometri di spiagge e l’Oasi degli Alberoni WWF in una pineta di circa 30 ettari, da percorrere senza fretta, lungo tracciati che costeggiano i fortini della Prima Guerra mondiale, alla scoperta dell’architettura delle eleganti Ville in stile liberty e della storia internazionale del cinema racchiusa nel Palazzo della Mostra del Cinema di Venezia. A riva si pratica il Bio Walk Nordic-Kneipp, sessione in acqua di mare per stimolare la circolazione periferica degli arti inferiori e per migliorare coordinazione, equilibrio, postura e mobilità attraverso sessioni di stretching attivo, ideato dall’istruttore federale della Scuola Italiana Nordic Walking Andrea De Favari.

 

 

nordic walking acquaLa camminata nordica in acqua di mare fino alle ginocchia, che aiuta il potenziamento della muscolatura attraverso la resistenza dell’acqua e accompagnata dalla sessione Nordic Kneipp, è un vero toccasana con immersione alternata  degli arti (passo della cicogna) che aiuta la stimolazione sanguigna periferica e favorisce il recupero di forza, resistenza, equilibrio, agilità e coordinazione.
Da una bocca di porto (Malamocco) all’altra (San Nicolò), la camminata ultramarina chiamata “Mouth to Mouth” esplora le vie d’accesso via mare a Venezia. Dalle bocche di porto di Lido e Malamocco si diparte la rete di canali interni, che ha uno sviluppo di 96 km, con profondità variabili da m 14,50 a m 10 sotto il livello dek mare e che permette di raggiungere le zone portuali della città lagunare.
Solitario e poco abitato, il Lido affascinò scrittori di fama internazionale come George Gordon Byron e Thomas Mann.

 

 

 

 

Cimitero Ebraico Lido VeneziaA piedi si coglie la storia millenaria dell’isola dove, in tempi antichi, nella parte settentrionale sorgeva l’abbazia benedettina che in seguito ospitò le spoglie di San Nicolò, patrono dei naviganti. Non lontano dalla chiesa, un piccolo appezzamento fu assegnato sin dal 1389 dalla Repubblica di Venezia alla sepoltura degli Ebrei (visibile il cimitero restaurato, di notevole interesse). Mentre Malamocco fu uno dei centri principali della Laguna, distrutto nel XII secolo forse da un maremoto, la parte settentrionale si sviluppò solo intorno al Seicento con un piccolo nucleo attorno alla nuova chiesa di Santa Maria Elisabetta.

 

 

 

HungariaPercorrendo il Lido si stenta a credere che fino alla metà dell’Ottocento qui non ci fossero che dune sabbiose e desolate, interrotte da pochi campi coltivati ad ortaglie e vigne. La trasformazione urbana e architettonica è stata rapida: iniziata infatti solo negli ultimi due decenni del XIX secolo, giunse all’apice del suo sviluppo intorno agli anni 1910-1920, “epoca d’oro” del Lido, quando l’isola poteva definirsi la più elegante stazione balneare d’Europa. Una ricca costellazione di questi edifici è concentrata nella zona che collega Riviera S. Maria Elisabetta a via Negroponte, via Zara, via Cipro e via Parenzo: tra gli altri, Villa Perez, Villa Elisa, Villa Igea, il Russo Palace Hotel, l’Hotel Mabapa e poi la “Grande Italia”, Villa Fanna, Villa Lisa, Villa Licia, fino al Lungomare D’Annunzio con Villa Margherita e Villa Elena. Un tripudio decorativo che mette insieme cemento armato e ferro con i mattoni, la maiolica, la bianca pietra istriana, mescolati in evocazioni neo gotiche e neo bizantine nelle residenze dell’isola.

 
Murazzi, Lido VeneziaUn altro percorso si snoda verso i Murazzi, un’imponente diga in pietra d’Istria costruita dalla Repubblica di Venezia per difendere gli argini della laguna dall’erosione del mare che sostituirono le precedenti palade, delle palafitte riempite di sassi la cui durata era assai breve.
Divisi in tre parti, i Murazzi includono una parte al Lido, che inizia a Ca’ Bianca e finisce dopo 5 km in prossimità degli Alberoni; una seconda, sull’isola di Pellestrina, da Santa Maria del Mare e a Ca’ Roman e la terza, nel litorale di Sottomarina, dal Forte San Felice a, dopo circa 1255 metri, al centro di Sottomarina Vecchia. Furono danneggiati dalle mareggiate nel 1825, soprattutto il 4 novembre 1966, quando il loro cedimento fu una delle cause dell’eccezionale acqua alta che sommerse la città di Venezia. Recentemente sono stati integrati con pannelli frangiflutti, posti perpendicolarmente all’opera principale, il cui scopo è favorire la formazione di bassifondi e tratti di spiaggia.
Il Cammino del Leon, in programma a settembre, sarà focalizzato sulle “isole della Serenissima”, spesso tralasciate dai circuiti tradizionali del turismo. Durante il percorso, attraverso iniziative quali “La Rete dei Pesci Rosa” , vengono raccolti fondi volontari a favore di LILT Venezia (Lega Italiana Lotta ai Tumori) per contribuire alla campagna per l’acquisto di un ecografo per la prevenzione dei tumori al seno.
Info Andrea De Faveri, andefa@hotmail.it, ideatore e conduttore del programma di Bio Walk Nordic-Kneipp, sessione in acqua di mare per stimolare la circolazione periferica degli arti inferiori e per migliorare coordinazione, equilibrio, postura e mobilità attraverso sessioni di stretching attivo in acqua.
Il Consorzio Venezia e il suo Lido è impegnato a promuovere il progetto Green Lido, ideato come proposta di un turismo metropolitano sostenibile, per esaltare le bellezze paesaggistiche del territorio e costruire un’ampia offerta di prodotti artigianali, culturali, alimentari fondati sulla ricerca del viver sano, del prendersi cura di sé, degli altri e dell’ambiente, promuovendo e coordinando le attività sportive, intensificando le coltivazioni degli orti di Malamocco, incentivando la mobilità ciclabile ed elettrica. Info http://veneziaeilsuolido.it/green-lido-un-marchio-un-turismo-sostenibile

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