spedizioni nel deserto
Rub al Khali, Oman in fuoristrada

fuoristrada sulle dune
Reportage – Non ancora interamente esplorato e praticamente disabitato, il “Rub al Khali” o “quarto vuoto”, “il deserto dei deserti” esteso su un’area di 650.000 kmq, è accessibile da Salalah, nell’estremo sud, percorrendo dodici ore di strada, circa un migliaio di chilometri, dalla capitale Muscat. “Il deserto non si abita, si attraversa” dicono i pastori beduini, gli Arabi più autentici, sempre alla ricerca di nuovi pascoli e di acqua. Si attraversa il territorio omanita, tremilacinquecento chilometri da Nord a Sud attraverso il grande deserto dell’Arabia fino alle coste dell’oceano Indiano.
Dancalia, tra deserti di sale e vulcani

Dancalia, deserti di sale
di Giulio Badini – Dalla capitale Addis Abeba si attraversa una serie di villaggi con coloratissimi mercati e si scende nella depressione fino al lago Afrera, uno specchio di acque verdi salate circondato da colate di basalti neri e da sorgenti termali situato 100 m sotto il livello del mare. Da lì si raggiunge facilmente il vulcano Erta Ale, il monte che fuma, il più spettacolare di una serie di crateri attivi a bassa quota allineati lungo una faglia, uno dei quattro luoghi al mondo dove è possibile ammirare a cielo aperto un lago di lava in perenne ebollizione a 1.200°C.
Deserto bianco, 800 km fra le dune di Re Hinnis

Deserto Bianco egiziano
Reportage – A 350 km a sud-ovest del Cairo, percorrendo la strada asfaltata che congiunge Baharia con Farafra e oltrepassata la discesa che marca a nord l’inizio di questa depressione, inizia il Deserto Bianco, costituito da calcari bianchi organogeni (in inglese “chalk”) depositatisi nel profondo del mare che ricopriva quest’area nel Cretaceo, un centinaio di milioni di anni fa. Per l’attraversamento del deserto occidentale egiziano sono necessari i permessi militari che devono essere richiesti almeno sei settimane prima della partenza. Nel deserto non si guida con la cartina, ma con l’istinto e l’esperienza, “leggendo la sabbia” per individuare i passaggi migliori, fra rocce, sassi e imprevisti.
Oman in fuoristrada
Non ancora interamente esplorato e praticamente disabitato, il “Rub al Khali” o “quarto vuoto”, “il deserto dei deserti” esteso su un’area di 650.000 kmq, è accessibile da Salalah, nell’estremo sud, percorrendo dodici ore di strada, circa un migliaio di chilometri, dalla capitale Muscat. “Il deserto non si abita, si attraversa” dicono i pastori beduini, gli Arabi più autentici, sempre alla ricerca di nuovi pascoli e di acqua. Si attraversa il territorio omanita, tremilacinquecento chilometri da Nord a Sud attraverso il grande deserto dell’Arabia fino alle coste dell’oceano Indiano, una spedizione di quindici giorni su Toyota Land Cruiser a benzina 4,5 lt con 6 cilindri, pneumatici Michelin 7,50 x16 AT, dalle aspre montagne di 3.000 metri adornate da sperduti villaggi di pietra, alla Wahiba Sands, il deserto di sabbia che si perde nelle acque turchesi dell’oceano, enormi spiagge a pochi metri dalle onde con insediamenti di pescatori, colonie di uccelli, tartarughe, piccoli golfi, lagune e neri promontori vulcanici.
Sudan, 3200 km in solitaria per raggiungere il mitico Jebel Uweinat
In fuoristrada si attraversano i tre deserti del Nord Sudan, 3200 chilometri solitari di fuoripista da Khartoum per raggiungere il mitico Jebel Uweinat, solitaria “montagna sacra” di oltre 2000 metri, punto di confine tra Egitto, Sudan e Libia, l’ultima e non completamente esplorata zona del Sahara.
A bordo di un Toyota Land Cruiser 80 si attraversano dune sconfinate che nascondono i templi millenari semi-sommersi dei Faraoni Neri e del leggendario Regno di Kush. Il Sudan è un paese sicuro e l’instabilità politica che si manifesta solo nel Darfur, nell’estremo Ovest, è lontana quasi mille chilometri.
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