"Chi viaggia senza incontrare “l’altro”, non viaggia, si sposta”.
Alexandra David Neel

Paolo Stefanato

Giornalista professionista, dal 1984 scrive per il quotidiano “Il Giornale”.

Oman tra mare e deserto, nella terra del Sultano

scogliere a Taqah

scogliere a Taqah

Reportage – L’Oman è un Paese ricco non solo di petrolio e di gas ma anche di bellezze naturali.
E’ vero che il deserto occupa i quattro quinti del territorio.
Ma c’è anche il mare, c’è la montagna, c’è il verde; e poi boschi, oasi, villaggi, città. Tradizione e modernità convivono. Ci sono ancora i nomadi e, fino ad anni recenti, una parte della popolazione viveva ancora nelle caverne; ma il benessere è diffuso e le città sono accoglienti.
Fa caldo ma l’acqua non manca.
Tre milioni di abitanti (all’incirca due terzi gli omaniti, il resto asiatici immigrati ai quali spettano i lavori più faticosi) su un territorio grande più o meno quanto l’Italia si spartiscono la ricchezza derivante dagli idrocarburi saggiamente distribuita da un sultano illuminato, Qaboos Bin Said, un regnante che molti vorrebbero. E’ al potere da 43 anni. Il Paese è ricco e questo gli facilita il compito: ma welfare e istruzione sono gratuiti, compresi gli stage all’estero per importare l’esperienza di altri Paesi.

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